La riqualificazione dà ossigeno al settore delle costruzioni

La riqualificazione dà ossigeno al settore delle costruzioni

A seguito della crisi economica iniziata nel 2007, il mercato italiano delle costruzioni ha subito un profondo cambiamento che ha portato a una ristrutturazione nel segno del ridimensionamento e a una ridefinizione sia quantitativa che qualitativa del mercato. Nel periodo 2008-2013 il mercato delle costruzioni in Italia è infatti diminuito del -30%, con 55 miliardi in meno di investimenti in costruzioni.

Tuttavia, secondo i dati presentati nel corso del seminario “Abitare confortevole, sicuro e sostenibile: le applicazioni della domotica”, realizzato da Innovazioni & Soluzioni in collaborazione con Came nel 2014, gli investimenti nelle abitazioni (-21,1%) sono diminuiti in misura minore rispetto a quelli negli edifici non residenziali (-38,7%). Addirittura, secondo le stime dell’ANCE, sarebbero aumentati del 16,5% gli interventi di manutenzione straordinaria nel settore residenziale.

Il dato positivo è stato registrato soprattutto dal comparto della riqualificazione degli edifici (+ 18% tra il 2008 e il 2013), senza il quale la perdita sarebbe stata del -43,6%.

Al 2014, il 67% del mercato è determinato dalle operazioni di riqualificazione e recupero: un trend destinato a rafforzarsi alla luce degli importanti obiettivi di sostenibilità ambientale ed economica fissati dall’Unione Europea contro gli sprechi energetici in edilizia.

A ciò si aggiunge che le costruzioni sono uno dei settori più inquinanti: In Europa, infatti, il settore assorbe in media il 45% dell’energia complessiva, consuma il 40% delle risorse energetiche non rinnovabili, determina il 40% dell’inquinamento energetico e genera il 40% dei rifiuti.

Di fronte a questi dati che testimoniano in modo evidente il fenomeno, la Direttiva Europea 31/2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia ha deciso di imporre la costruzione di edifici a “energia quasi zero” a partire dal 2019 per gli edifici pubblici e dal 2021 per quelli privati, aprendo uno scenario importante per le nuove costruzioni.

Ma è quello della riqualificazione a essere in Italia il mercato potenzialmente più prospero. Basti pensare che nei capoluoghi il 68,7% degli immobili ha più di 40 anni, valore che aumenta addirittura al 76,8% nelle città metropolitane.

Questi fattori hanno spinto le aziende del comparto a rispondere alla crescente domanda di riqualificazione energetica investendo nella R&S e nella progettazione di nuove tecnologie e prodotti caratterizzati da una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alla sostenibilità.

Came ha investito in particolare nello sviluppo di prodotti sempre più all’avanguardia, che ben si adattano anche alla riqualificazione di edifici già esistenti, e in particolare nella domotica. Quest’ultima presenta infatti numerosi vantaggi, tra cui anche quello di monitorare e ridurre gli sprechi energetici e i consumi, evitando dimenticanze e impostando gli impianti, in particolare quelli di illuminazione e termoregolazione, in modo intelligente, in base alle proprie esigenze.

Ecco perché quello della domotica è un mercato in continua crescita: i sistemi integrati di gestione degli edifici e delle funzioni connesse all’abitare consentono di razionalizzare i consumi elettrici ed energetici, assicurando un notevole risparmio complessivo, sia energetico che economico, ed elevati livelli di comfort abitativo.

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